Il fiore dell’amicizia di Lenio Vallati

 

Prefazione

di Nicoletta Corsalini

 

fotoLenio Vallati in questo suo nuovo romanzo, dal titolo Il fiore dell’amicizia, parla di due sentimenti molto importanti per ogni essere umano: l’amore e l’amicizia ed esprime i suoi punti di vista su entrambi con passione e vivacità, offrendo al lettore molti spunti di riflessione sui veri valori dell’amicizia e su dove si trovi quell’invisibile, sottile, linea, che li divide.

Per i suoi contenuti, il romanzo, che oserei definire un soft-thriller, sotto certi aspetti si può considerare antico, sotto altri attuale. Antico perché parla di sentimenti da sempre presenti nell’animo umano, attuale perché racconta una storia ambientata ai nostri giorni, nella quale si utilizzano strumenti offerti dalle nuove tecnologie informatiche, come il social network Facebook, che permette di mettersi in contatto con amici vicini o lontani e di stabilire nuove relazioni amicali virtuali con persone prima sconosciute. Proprio i messaggi scambiati, attraverso questo diffusissimo social network, tra il protagonista e una sua nuova amica, Martina, diventano materiale narrativo che ben si amalgama con gli altri elementi del racconto.

il fiore dell'amicizia Lenio VallatiNe Il fiore dell’amicizia, però, l’Autore non si limita a trattare solo i temi dell’amicizia e dell’amore, ma esprime anche il proprio pensiero su alcuni dei gravi problemi sociali che oggigiorno assillano diversi Paesi del mondo, tra cui quelli in cui si snodano i sorprendenti e intricati avvenimenti della storia narrata, ad esempio la mancanza di lavoro, soprattutto tra i giovani che come in passato sono costretti a emigrare, e la sempre maggiore presenza di persone in difficoltà economica negli strati sociali più umili della popolazione, i cartoneros, per esempio, che in Argentina per sopravvivere raccolgono materiale riciclabile dai cassonetti della spazzatura.

Nel libro si parla anche della piaga della prostituzione, spesso favorita da individui violenti e senza scrupoli che adescano ragazze nei locali o sui social e della drammatica vicenda dei desaparecidos, persone che furono arrestate (e delle quali successivamente si persero le tracce) dalla polizia dei regimi militari argentini e di alcuni paesi dell’America latina per motivi politici. Vicenda terribile che non può non suscitare orrore.

È lo stesso IO narrante, di nome Enrico, a raccontare la sua incredibile storia, che si dipana tra l’Italia e l’Argentina, tra una tranquilla città della Toscana e la grande e caotica metropoli di Buenos Aires.

La vita di Enrico scorre serena, tra lavoro, famiglia e hobby per la scrittura, fino a quando decide, con l’aiuto di sua figlia, di cimentarsi con il mondo di Facebook, grazie al quale conosce virtualmente Martina, una giovane poetessa e traduttrice argentina. La loro amicizia diventa molto importante per lui (al limite di un’infatuazione), al punto che quando riceve un messaggio d’aiuto da parte della ragazza, senza esitazioni, senza pensare alle conseguenze del proprio gesto e senza avvisare nessuno, non esita a prendere un aereo e partire per Buenos Aires con l’intento di aiutarla. Giunto in città cerca di rintracciarla, ma è scomparsa. Nessuno infatti sa dove si trovi, né il marito, né le sue amiche, né la polizia.

Enrico, si trasforma in detective (aiutato anche da nuovi amici) e come un segugio cerca le tracce della giovane. Vengono a galla aspetti del suo carattere a lui sconosciuti, come il grande interesse per il tango. Tra molti colpi di scena, serate danzanti al ritmo vivace del tango, minacce anonime ricevute e pericoli corsi, Enrico non rinuncia a cercarla.

Ma proprio quando sta per arrendersi c’è un sorprendente e inaspettato colpo di scena finale, che gli permette di risolvere l’enigma della scomparsa dell’amica.

L’esito delle sue ricerche scatena però in lui una profonda delusione. Il suo modo di intendere l’amicizia si incrina e nuove riflessioni su questo sentimento si scatenano nella sua mente. Non si chiede più soltanto «Può esistere davvero l’amicizia tra un uomo e una donna? O può esserci solo amore?», ma pure se è valsa la pena correre in aiuto di un’amica senza indugi, mettendo a rischio i punti fermi della sua vita: il rapporto con la moglie, il legame con i familiari, il lavoro. A quest’ultimo quesito nonostante la delusione cocente e la sofferenza per come si è conclusa la sua avventura argentina, non può che rispondere in maniera affermativa: che sì ne è valsa la pena perché arriva alla conclusione che «Un amico talvolta lo si ama, anche quando ci ha deluso». Si rende conto, inoltre, di aver avuto la possibilità di conoscere persone meravigliose, le quali gli hanno dimostrato che l’amicizia esiste davvero e che, anche se a volte nella vita si fallisce, ciò che conta «non è riuscire a tutti i costi. L’importante è averci provato con tutta la nostra anima, e aver condiviso insieme emozioni che nessuno ci potrà mai togliere».

 Nonostante tutto quindi la maniera positiva di concepire la vita e l’amicizia da parte del protagonista non vengono meno.

 Il fiore dell’amicizia è un romanzo in cui si colgono numerosi echi autobiografici, e, non a caso, l’IO narrante è un poeta e scrittore, ferroviere, sposato felicemente con una figlia, proprio come l’Autore.

È da notare non solo come il titolo stesso del libro ribadisca il tema principale che lo permea: quello dell’amicizia, ma anche il fatto che questo sentimento, come un fiore, è fragile ed ha bisogno di essere rispettato, perché scrive il Vallati «l’amicizia, come le cose più belle della vita, come l’amore, come la poesia, non ha sesso», non si vende e non si compra, semplicemente si dona.

Lenio Vallati ha saputo inserire, in maniera opportuna e creativa, nella trama della storia narrata il tango, la danza simbolo argentina, come filo conduttore dell’intero racconto e la scultura (evocata anche dal titolo), in acciaio e alluminio, Floralis Genérica – dell’architetto Eduardo Catalano collocata in Piazza delle Nazioni Unite a Buenos Aires –, come sintesi del “fiore dell’amicizia” che ogni alba si schiude di nuovo e dona nuova speranza. Inserendo anche passaggi densi di grande liricità e parlando dei luoghi, delle strade, dei locali e dei cibi tradizionali che essi servono ha saputo altresì ricreare l’atmosfera che permea la città.

Il fiore dell’amicizia è un romanzo che unisce a una sottile ricerca psicologica, uno stile fluente, brillante e coinvolgente, che sa cogliere ed esplorare il dissidio tra la vera amicizia e quella fasulla, nonché portare in primo piano la voglia di novità ed evasione in un rapporto di coppia, a volte sprofondato in una noiosa  ripetitività.

Considerando il romanzo nel suo insieme c’è da rilevare una struttura solida, con capitoli di lunghezza contenuta e una certa originalità dovuta sia alla scelta di iniziare la narrazione dall’epilogo della storia sia per una chiusa, in cui si sintetizza il senso dell’intero racconto, sviluppata nello spazio di poche pagine. Sempre nella parte conclusiva, il protagonista ribadisce che vale sempre la pena credere nell’amicizia, anche se essa non sempre dura nel tempo, a volte infatti gli amici si  “dissolvono nel grande mare della vita”.

 

Il fiore dell’amicizia

Autore Lenio Vallati

Editore: PSEditore

Anno edizione: 2018

In commercio dal: 8 novembre 2018

Pagine: 182 p., Brossura

EAN: 9788832021127

 

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