Maurizio Rubicone

IMG_0425 - Copia

Nato a Roma nel 1957, si trasferisce  subito  a Minori, luogo d’origine della  famiglia paterna dove, adolescente, vive l’atmosfera dei  magici ‘swinging  seventies’ culturali amalfitani.

Paesi grandi e città minime, giusto per citare una sua silloge.

A 60 anni, a guardarlo bene negli occhi, si incontra ancora il discolo impenitente, il monello aristotelico che crede nel  destino, quel destino che lo ha  sempre legato alla poesia.

E’ ancora il bambino settenne che, ad Amalfi, tira per  la giacchetta  Salvatore Quasimodo seduto al caffè tentando di barattare un giornalino con  l’Iliade.E il teenager sfrontato e capelluto vestito di bianco che scrive versi in un bar di Minori incuriosendo il vicino di  tavolo, Alfonso Gatto, che chiede di esaminarli (‘Gatto? Ho letto anch’io Qualcosa di tuo.’).

Tornato a Roma, frequenta alla fine degli anni ‘70 la Facoltà di Lettere e Filosofia alla ‘Sapienza’ e  l’Istituto di Filologia Romanza diventando allievo di personalità della cultura letteraria quali A. Roncaglia e  R. Scrivano, esperienza che  gli consente di  approfondire il metodo  di analisi  del linguaggio e coltivare  l’amore  innato  per  lo studio delle  lingue  neolatine.

Appassionato  di analisi poetica e della sua evoluzione,con particolare predilezione per il periodo Simbolista, pubblica nel 2015 con Puntoacapo la sua prima raccolta

conversazioni con satana di maurizio rubicone

“Conversazioni con Satana”, seguita da una riedizione con Terre del Sole della stessa raccolta integrata  e completata  da nuove  opere.


memorie del maligno - CopiaNel 2017 pubblica Memorie del maligno   Edit Ass.CaLeCo è quindi la sua terza pubblicazione.

Questa pubblicazione di Maurizio Rubicone comprende tre raccolte di poesie composte tra il 2016 e il 2017, così intitolate, in ordine cronologico: Silloge Astrale, Muse, Teorie. Ogni raccolta ha un suo tema, intuibile già nel titolo. Le poesie sono composte da strofe in versi liberi e polimetrici, in genere brevi, densi, fortemente evocativi, a carattere a volte prevalentemente simbolico, come in “Silloge astrale” o prevalentemente lirico come nelle “Muse” o prevalentemente ermetico come in “Teorie”. La tematica comune alle tre raccolte, è caratterizzata dalle contraddizioni del vivere una realtà che sfugge, di cui non si hanno le redini e che travolge o lascia inerti e impotenti a “contemplare” gli accadimenti della vita. La Coesistenza degli opposti evidenzia un malessere insito nella natura dell’uomo in quanto essere finito con la nostalgia dell’infinito: da una parte il desiderio, l’aspirazione alla meta della purezza e bellezza irraggiungibili, e dall’altra parte l’impuro, il maligno che ostacola questo raggiungimento. Allo stesso tempo memorie del maligno - Copia - Copiail poeta è soggetto attivo “desiderante” e oggetto passivo “evirato” nella sua essenza desiderante, travolto da una realtà più grande di lui che nega con forza soggettività e desiderio, a cui rimane solo la poesia come strumento di decifrazione, liberatoria ma anche angosciante, della realtà .                                                                                                       

Negli ultimi anni ha partecipato a varie manifestazioni e  premi letterari, tra i quali il “Premio Gozzano”.

Nel 2015  finalista al “Premio ‘Scrivendo Poesie” presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena.

Finalista al “Premio Moak” sia nell’edizione 2016 che 2017.

IMG_0430Primo Classificato nel 2017  al “Premio Letterario Mariano Petrini” indetto da Ass.CaLeCo  di Caltagirone alla sezione silloge inedite con l’opera     “Silloge astrale”                  che viene inserita nella      Antologia “Premio Mariano Pietrini 2017”           e evidenziata dalla seguente motivazione di Gaetano Interlandi    

 

“Ciò che accomuna i 12 componimenti della silloge presentata a è l’amore in tutte leCopertina Antologia PREMIO Mariano Pietrini sue sfaccettature come l’astrologia da millenni cerca di interpretare e  dare voce ai multiformi e caotici sentimenti che albergano i cuori nelle molteplici connessioni e influssi tra stelle, pianeti ed esseri umani. L’amore perfetto razionale, “geometrico” simbolizzato in Saturno o l’amore passionale, assoluto, il tutto e subito, simbolizzato in Urano, l’imprevisto,  che causa cambiamenti  drammatici, sofferenze e morte, come raffigurato nell’immagine del pesce-poeta infilzato dall’amo che penzola dai lacci di una rete, simbolo delle passioni amorose che legano, imprigionano  e nel contempo  liberano la vita; questa è una condizione esistenziale degli umani ineludibile perché la vita è amore e lotta, ricerca di felicità e sofferenza e morte, come simbolizzato nel componimento “Venere”.  Singolare, poi, la citazione di poeti tutti al femminile, ognuna delle quali ha pagato con la sofferenza e anche con la morte il dono dell’amore regalato agli essere umani dalla “Dea”  Venere che di  sé plasma e avvolge ogni cosa, animata e inanimata, dai cuori agli influssi dei raggi lunari che muovono le maree in un abbraccio di amore cosmico che annulla le distanze. Tutto è amore, tutto si lega per vivere disperatamente e il legame cercato, una volta avvenuto, poi è destinato a esaurirsi e  morire.  Wislawa Szymborska, Virginia Woolf, Alda Merini, Rabi’A  AL Basri, Vittoria Aganoop, Vittoria Colonna, Matilde Serrao, Gaia Soroldoni, poetesse le cui vite spaziano nell’arco di millenni e i cui versi sempre vivi continuano a cantare l’avventura senza fine dell’amore.”

 

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