Vino di Sicilia: memoria, poesia, storia di Giusi Contrafatto

uvainpianta

Immagini 126Una storia da meditare, da bere , da apprezzare nella consapevolezza che “dentro” vi è tutto ciò che la Sicilia ha espresso in secoli passati.
Cosa univa il barone al suo mezzadro, e cosa avvicinava il pescatore al campiere, cosa accomunava u viddanu al burgataru, ed il vecchio saggio al giovane stolto e u parrinu all’empio di taverna?
Ricordo ancora i nonni che versavano il mezzo bicchiere di vino al nipote invitandolo a bere “in petra” perché fa “sangù”.
Un amore comune tramandato da un tempo senza inizio, da una storia cosi lontana da non potersi scrivere, ma tramandare nei racconti, da padre in figlio attorno al camino, o sotto “un peri i ficu”, narrazioni di sapienti alchimie, favole raccontate tra palmenti e vecchie botti nell’attesa che il tempo desse i suoi sapori, i suoi odori, i suoi colori, non dettate da sapienti “tecnici” ma da esperienze a volte riuscite, a volte tramutate in aceto.
contadino1Tutto questo non poteva che nascere in Sicilia, terra d’amore e d’odio.
Terra arsa dal sole, e fustigata dallo scirocco, dove si sussegue la nera terra del vulcano, alle dolci colline, che scivolano tra scogli e sabbiose rive dove salsedini marine danno anima a un nettare diVino, e un destino, che non si può cambiare,
Una valigia da sopportare, da portarsi dentro come la sorte, il terso cielo di Sicilia è gli smaglianti colori che Merisi cosi bene ne descrive nelle sue tele dai lancinanti chiaro scuri, e uva2 la lumiaIl regno degli dei sconsacrati, degli irredimibili, di un fato ormai concluso e di antiche glorie che rivive, in bottiglie.
Non c’è acqua per le nostre campagne.
Ma che vino esce dalle vigne! La puoi accusare e abbandonare…
Ma sempre si fa “addisiare”..,
Il vino siciliano è tutto questo, è memoria è poesia è storia, come quella tradita di chi seppe morire per mano amica per ideali di libertà, come frutto che il tempo e la cura restituisce al palato la soddisfazione e l’estro di chi ha dedicato tempo fatica ingegno e amore. . .amore per tutto ciò che segna il nostro vivere in tutta la sua pienezza.

giusi primo pianoGiusi Contrafatto

Articolo pubblicato su “Scelte di gusto” il 10 febbraio 2014

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Una risposta a Vino di Sicilia: memoria, poesia, storia di Giusi Contrafatto

  1. giuseppe ha detto:

    Come non darti ragione, il vino siciliano è ottimo. Sapessi che vinello che ho comprato quest’anno da un contadino. E’ memoria il vino, dici, e mi fai ritornare in mente i mietitori che lo bevevano sotto il sole passandosi “u bummulu” l’un con l’altro e mio nonno con il suo “saschittu” (piccola anfora con un foro anch’esso piccolo nella pancia per poter sorseggiare e gustare meglio il vino ). Mi fai ricordare “u toccu”, che era un gioco. Una decina di persone si sedeva ad un tavolo e nominava patruni e u suttapatruni che decidevano a chi dare un bicchiere di vino . Mi fai ricordare che quando vado al supermercato per comprare un bottiglia di vino di marca, la compro solo se è proveniente dalla Sicilia.

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