“Novelle straordinarie”di Edgar Allan Poe

Recensione “Lo scarabeo d’oro”

di Valentina D’Agosta

loEdgar Allan Poe è considerato uno dei più grandi e influenti scrittori statunitensi della storia, iniziatore del racconto poliziesco, della letteratura dell’orrore e del giallo psicologico.

La figura di Poe è riconducibile alla narrativa gotica: i suoi racconti riprendono le suggestioni proprie del movimento, ma si svincolano dalle ambientazioni tipiche e si sviluppano in senso psicologico e metafisico.

L’introspezione psicologica, il gusto per il sovrannaturale e l’attenzione verso l’oscurità insita nell’animo umano, oltre alla concezione del genio e dell’ispirazione, rendono Poe uno dei massimi esponenti del Romanticismo mondiale.

 

LO SCARABEO D’ ORO

lo scarabeo d'oroLa prima novella del libro presenta un tema piuttosto discorsivo e viaggia su tre livelli.

Il primo  livello è quello della novella con la sua ambientazione scenica e di descrizione dei personaggi fondamentali.

Il secondo livello è quello della descrizione dei fatti che circondano la “ vicenda dello scarabeo d’ oro “.

Infine vi è il livello dell’ attività emozionale dei protagonisti e della diversa loro reazione alla vicenda dello scarabeo.

Tre, come i protagonisti, sono le psicologie che affiancano gli eventi.

Lo “ stupore pazzo “di Legrand, la moderazione mista a paura di Jupiter il servitore, e la lucidità di colui che avendo vissuto la storia funge da narratore e  che cerca di ricondurre Legrand alla sanità mentale.

Questo può essere associato con le traversie imputabili alla ricerca di un fantomatico tesoro e quindi a tutto ciò che potrebbe essere possibile allor quando si cerchi la verità su un dato avvenimento.

La pazzia che porta alla verità è un fatto innovativo in quanto anche la più fredda lucidità viene spezzata da una conclusione fruttuosa e alquanto inattesa alla quale i protagonisti giungono tramite vie piuttosto insolite.

L ‘ espressione gotica dello scrivere di Poe è associabile alle scene pittoresche che lui presenta, dai particolari dalla forte valenza pittorica e simbolica.

La sottile ironia con cui fa muovere i personaggi nella scena cela un velato giudizio su di loro facendoli apparire nella loro psicologia di persone e con la loro psicologia di individui alle prese con una situazione nuova e bizzarra.

Una situazione anomala che a stento il protagonista-narratore riesce dapprima a decifrare o a convogliare sui porti sereni e sicuri della normalità e della quotidianità.

I tre protagonisti, quindi, dalle menti così diverse per opinioni e princìpi, al terminare della novella si trovano uniti nel sorriso di un successo inaspettato che fa unico il legame che li ha accomunati nella loro ricerca.

I simboli di morte, utilizzati dallo scrittore, sono quindi vanificati e superati, divenendo mezzo e preludio per una riscossa dei sentimenti di conquista e disvelazione.

Il superamento della morte diviene così il passaggio da uno stato di stupore a uno di sbigottimento e di sorpresa, passando per la confusione creata dalle invettive dello scopritore dello scarabeo d’ oro.

La persona, quindi, si fa beffa della morte superandone l’ orrore per cercare il recondito segno di ricchezze e valori nascosti ai più timorosi e superstiziosi.

Lo scarabeo, prima foriero di scene di terrore, diviene mezzo e simbolo di ricerca, ingegno e conquista per i più valorosi e temerari che non si fermano all’ apparenza, ma fanno di questa un modo per dominare la realtà.

IMG_2746Valentina D’Agosta

 

 

 

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Biografia

Edgar Allan Poe 

Edgar_Allan_Poenasce a Boston, negli Stati Uniti, il 19 gennaio 1809, da David Poe ed Elizabeth Arnold, attori girovaghi. Morta la madre nel 1811, abbandonato dal padre, Edgar Allan Poe passa la sua infanzia con la famiglia Allan (da cui il secondo nome), agiati commercianti della Virginia. Nel 1815, assieme alla famiglia, si trasferisce in Gran Bretagna dove riceve un’educazione che accresce il suo interesse verso la poesia e la letteratura. Tornato in Virginia nel 1820 comincia a scrivere i suoi primi componimenti poetici. Nel 1826 Edgar Allan Poe si iscrive all’università della Virginia, da cui però viene espulso dopo poco tempo a causa delle sue intemperanze nel gioco e nell’alcol. Sempre più in rotta col padre adottivo, che si rifiuta di mantenerlo e di pagare i suoi debiti di gioco, Edgar Allan Poe si trasferisce a Boston, dove, nel 1827, pubblica a sue spese la prima raccolta “Tamerlano e altre poesie”, passata completamente inosservata. Prova allora a entrare nell’esercito, prima nel South Carolina e poi, riconciliandosi con il patrigno, di nuovo in Virginia. Entrato a far parte della celebre Accademia di West Point, si fa espellere però nel 1831. Nello stesso anno pubblica la raccolta “Poesie”. Si trasferisce allora di nuovo sulla costa, dove, per quattro anni, vive fra New York, Filadelfia e Baltimora. Lì, alloggiando presso una zia, inizia anche a collaborare con varie riviste. Pubblica nel 1832 il suo primo racconto, “Metzengerstein”, ottenendo infine i primi timidi riconoscimenti per il racconto “Il manoscritto trovato in una bottiglia”, apparso nel 1833 su un giornale locale.
Nel 1834 torna a Richmond, diventando redattore di un’importante rivista letteraria. Nello stesso anno muore il patrigno, che però esclude Edgar Allan Poe dall’eredità.
Nel 1836 sposa Virginia Clemm, una cugina di 14 anni. Due anni dopo viene licenziato e si trasferisce nuovamente a New York, dove pubblica “Le avventure di Gordon Pym”. È il periodo più prolifico della sua produzione: tra il 1839 e il 1841, tornato a Filadelfia come co-direttore del “Burton’s Gentleman Magazine”, pubblica una lunga serie di racconti legati al genere gotico e del mistero. Fra questi c’è “I delitti della Rue Morgue”, considerato il capostipite del genere poliziesco, e capolavori come “La caduta della Casa degli Usher”“La Maschera della Morte Rossa”“Il pozzo e il pendolo”. Inoltre viene pubblicata la sua raccolta “Racconti del grottesco e dell’arabesco” (1840). La sua situazione finanziaria, tuttavia, rimane fallimentare, aggravata dai reiterati tentativi di fondare una propria rivista. A poco valgono i primi consistenti successi editoriali, grazie a racconti come “Lo scarabeo d’oro”, pubblicato nel 1843. Nel 1845 Edgar Allan Poe pubblica la sua poesia più famosa, “Il corvo”, che ottiene un grande successo, e un secondo volume di “Racconti”. La vita privata, tuttavia, continua a riservare amarezze. Sua moglie Virginia si ammala di tubercolosi durante l’inverno del 1846 e muore nel 1847. Edgar Allan Poe continua a pubblicare racconti e poesie, ma dopo la morte della moglie sprofonda nella più cupa depressione, alimentando un processo di autodistruzione causato dall’abuso dell’alcol. Cercando consolazione fra le braccia di altre donne, decide infine di sposare una vecchia vicina di casa degli Allan. Alcuni giorni prima del matrimonio viene però trovato per strada a Baltimora in preda a delirium tremens (conseguenza dell’alcolismo). Ricoverato in ospedale, muore il 7 ottobre 1849, a soli 40 anni.
Testi
Le avventure di Gordon Pym
Il corvo e altre poesie.
I delitti della rue Morgue
Il diavolo schizzinoso
I racconti umoristici del maestro dell’orrore
Il giocatore di scacchi di Maelzel
La lettera rubata
Il mistero della Marie Roget
I racconti (1831-1849)
Racconti
Racconti straordinari
Racconti del mistero
 The raven
Il corvo e altre poesie notturne.
Lo scarabeo d’oro
Sei stato tu
Il crollo della casa Usher
Il gatto nero e altri racconti del terrore
Il pozzo e il pendolo e altri racconti
Tre passi nel delirio
Trilogia della paura
Corben Richard,  Margopoulos Rich, L’antro dell’orrore
Auguste Dupin, investigatore
Manoscritto trovato in una bottiglia
Misteri
Opere scelte
Poesie Il meglio di Edgar Allan Poe

 

Editor di pagina

Giusi Contrafatto 

 

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