“Tutte le poesie” di Sandro Penna

Recensione di Valentina D’Agosta

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Nel libro e’ evidente l’ esplicazione dell’ idea del viaggio rappresentato in tutta la sua evoluzione e nelle sue caratteristiche piu’ significative.
Ma quello di Penna è un viaggio- scontro, un viaggiare a piccoli passi non esente da ostacoli. Egli parla dell’ amicizia tra ragazzi da spettatore estasiato, la mescola ai caratteri del mondo, alle mura, al bosco, planando sulle loro vicende delicatamente e silenziosamente, lasciando parlare le emozioni.

Nel viaggio di Penna si incontrano vari livelli emozionali dove l’ idea della morte e della tristezza è esposta in modo quasi decadente, nella descrizione di un annullamento della vita stessa.
imm sandro penna3Man mano che si procede nella lettura del libro la descrizione delle senzazioni visive ed emozionali si fa piu’ accesa e viva, come se l’ autore dopo un periodo di stasi meditativa riuscisse ad abbracciare il mondo.Egli comincia a vivere nella sua poesia solo dopo il superamento di uno stato grevemente descritto nelle prime poesie dell’ opera, ove tutto è come attagliato da una nebbiosita’ palpabile.
I versi di Penna, irradiano emozioni e descrivono ambienti e situazioni quotidiane esprimendo una ricercatezza e una finezza derivante da una scelta di semplicita’ e da una forte esigenza di esplicazione dei sentimenti.
Ma questi vi sono espressi in modo soggettivo e personale , racchiusi in gesti unici, se viene considerata l’ opera nel suo complesso.
Un’ opera che procede e scandaglia l’ animo, procedendo a balzi, ora volta a descrivere l’ infinito, ora a volerlo racchiudere in luoghi familiari mai vuoti e sempre carichi dell’ incessante lavorìo della vita.Quella di Sandro Penna è una poesia in crescita che partendo dalla materia raggiunge e descrive in un sospiro poetico l’ inconoscibile, tramutandolo in qualcosa di caro e comune a tutti.
L’ autore dopo avere sperimentato la natura giunge alla visione di una societa’ piena di imm sandro penna1fatti, e luoghi e impressioni, cedendo pian piano all’ incertezza di se’ e al volto chiaro e deciso della vecchiaia e della morte, dalla quale non si puo’ fuggire.
In risposta al malessere del singolo egli parla di un amore avuto e desiderato, ed è come se parlasse di una malinconia che non distrugge completamente le aspirazioni e che si avvicinano al lettore al in modo confidenziale, come un amico che vuole condividere le proprie esperienze.
Il sentimento dell’ amicizia è lenitivo per la malinconia, la nostalgia e l’ ansia, mutando i versi della sua poesia in prosa chetamente scritta e definita in un retroscena comprensibile a tutti, esposto alle critiche e ai giudizi senza timore e francamente ancorato a irremovibili certezze.
Tramite l’ opera di Penna viviamo l’ esperienza di un annientamento nell’ amore e della rappresentazione del vivere umano.

La vita… e’ ricordarsi di un risveglio
Triste in un treno all’ alba : aver veduto
Fuori la luce incerta : aver sentito
Nel corpo rotto la malinconia
Vergine e aspra dell’ aspra pungente.

Ma ricordarsi la liberazione
Improvvisa e’ piu’ dolce : a me vicino
Un marinaio giovane : l’ azzurro
E il bianco della sua divisa, e fuori
Un mare tutto fresco di colore.

Vi e’ una sospensione su “ la vita “ come meditazione e autocoscienza ed e’ rilevabile una distanza tra il sostantivo e il verbo in cui nelle parole “ la vita “ permea la malinconia citata nel quarto verso, anch’ essa sospesa; nel primo verso il verbo essere di “ e’ “ vuole presentare l’ immagine successiva del treno, rappresentativo del rifugio ove un “ corpo rotto ‘’ percepisce l’ “ aria pungente “ che anticipa la senzazione di liberazione dolce, quindi alle sensazioni emozionali succedono le sensazioni corporee : la vicinanza di un marinaio, la visione della sua divisa bianca e azzurra ed il mare come un’ unica distesa immota ma fresca del suo colore.
La vita e, quindi, e’ sentire e vedere, ma il presente e’ inferiore alla valenza del ricordo, poiche’ esso e’ ancora piu’ dolce. E’ quindi il soggetto descrivente a sciogliere da se’ le sue catene, ormai fuori dal treno malinconico e lontano dall’ aria pungente. Nella prima quartina i due puntini ripetuti sostituiscono le congiunzioni. La congiunzione appare unicamente nell’ ultimo verso della poesia.
Nella seconda strofa appaiono ben due congiunzioni nel quarto verso, intervallate da una virgola e accostate tra i sostantivi “il bianco “ e il “ fuori “, il che riconduce alla sensazione che la ” luce incerta “ descritta nella prima strofa diviene ora una luce definitiva, bianca e continua, sinonimo, appunto di “ liberazione “.
Liberazione che ancora piu’ dolce della stessa vita e che sana il “ corpo rotto “ in una descrizione dell’ uomo e della natura in unione di salvezza. All’ incertezza subentra l’ improvvisa guarigione dai tormenti e il ricordo di quel primo “ risveglio triste ” svanisce, il che segnala un rinnovato respiro del poeta che vede mutare la sua vita e che con le sue parole lo trasmette al lettore.
La liberazione ed il suo senso e’ visibile nell’ accostamento di “ mare “ e “ colore “ dove la rima e’ solo intuitiva e la “ a “ di mare diviene la “ o “ di colore, il poeta ormai libero, si esprime liberamente anche nella scelta delle parole.

Mi aveimm sandro pennavano lasciato solo
Nella campagna, sotto
La pioggia fina, solo.
Mi guardavano muti
Meravigliati
I nudi pioppi : soffrivano
Della mia pena : pena
Di non saper chiaramente…

E la terra bagnata
E i neri altissimi monti
Tacevano vinti.Sembrava
Che un dio cattivo
Avesse con un sol gesto
Tutto pietrificato.

E la pioggia lavava quelle pietre.

Il “ Mi “ in incipit sta a significare l’ assoluta soggettivita’ della poesia, e il poeta “ lasciato solo “ nella campagna appare padrone della sua stessa solitudine come un guerriero pronto alla battaglia.
Il sostantivo “ solo “ ripetuto nel primo e nel terzo verso incute quasi timore, evidenziato anche dal silenzio dei “ nudi pioppi “ che assistono alla scena. Questi sono presentati come amici dall’ autore e partecipano alla sua pena, una pena che e’ descritta come un momento di incomprensione della realta’, che lascia tutto nel mistero della campagna e dei suoi pioppi, cosi’ nudi e meravigliati.
In lontananza, immoti, altissimi monti “ tacevano vinti “pietrificati da un solo gesto fulmineo di un “ dio cattivo “, un solo gesto in netta contrapposizione dalla pluralita’ di soggetti della prima strofa ( pioppi, gocce di pioggia). E cosi’ al poeta non rimane che restare muto a vedere la pioggia lavare tutto, le pietre e la campagna ( e nell’ ultima strofa si svolge un verso che descrive chiaramente la contrapposizione tra il movimento creato dal cadere della pioggia e l’ immota stasi di quelle pietre, mute nella campagna e tra i monti, una vita che si svolge tra la solitudine dell’ autore. Egli scruta ogni cosa alla ricerca della sua verita’ ).
La natura quindi e’ ferma, ma non ostile, continua nel suo lavorìo e assiste al suo coraggio finalizzato alla scoperta .In questa poesia le parole riferibili al poeta sono caretterizzate dalla lettera “ o “, mentre quelle riferibili alla natura dalla lettera “ a “.
La lettera “ i “ e’ incisiva, decisiva e influente perche’ descrive benissimo la pluralita’ degli elementi naturali. Ed e’come se i poeta avesse la forza ed il coraggio della natura stessa, benche’ rimanga solo come il dio che ha tutto pietrificato.

AUTUNNO

Il vento ti ha lasciata un’ eco chiara,
Nei sensi, delle cose ch’ ài vedute
-confuse- il giorno. All’ apparir del sonno
Difenderti non sai : un crisantemo,
Un lago tremulo e una esigua fila
D’ alberi gialloverdi sotto il sole.

In questa poesia domina il tema del “ Sole “ che il poeta pone come ultima parola dell’ ultimo verso.
Come se i raggi di questo sole che fa “ gialloverdi “ gli alberi compongano l’ intera poesia e illuminano un “ giorno “ ventoso che confonde le cose che permeano fin dentro i sensi del poeta. E come un’ alba appare il sonno simbolo del tramontare della veglia e fiorisce cosi’ un crisantemo, trema un lago e persino la moltitudine degli alberi si fa esigua e sfumante in un “ Sole “ che domina il giorno e la Natura. Questa tramite una folata di vento lascia una eco chiara che confondendosi e confondendo il poeta lo strema e addormenta, quando ancora la vita continua il suo corso e avvolge l’ autore nei sensi e in sensazioni da cui e’ difficile difendersi.
La poesia di Penna e’ un’ apertura al colore delle parole, che procedono a balzi nelle loro frasi, tra i versi, e pare che egli aggiunga a questa panoramica una cupezza riferita alla vita, accostando il termine “ giorno “ l’ immagine di un crisantemo e l’ apparir di un sonno da cui non ci si puo’ difendere. La luce, in un suo spiraglio , forse l’ ultimo, illumina una fila di alberi gialloverdi che, per quanto colorati, sono esigui ed in fila, come sottoposti ad un ordine universale da cui non possono sfuggire. Essi si trovano sotto un sole – dominatore che confonde le cose, riducendo la vita dell’ uomo ad un vivere angoscioso ed incerto. E i sensi cedono ad un sonno che appare improvviso.

imm sandro penna5

Notte: sogno di sparse
Finestre illuminate.
Sentir la chiara voce
Dal mare. Da un amato
Libro veder parole
Sparire… -oh stelle in corsa
L’ amore della vita!

In questa poesia traspare il chiaro intento dell’ autore di descrivere con poche e semplici parole un disvolgersi e un evolversi di azioni e situazioni.
Egli utilizza termini chiari ed espliciti per il lettore, fermando un attimo, quello notturno, che di solito e’ riferibile al sonno e al riposo. Egli cosi’, con i due punti dopo il termine “ notte “ vuole dipingere atti insoliti che sono maggiormente conciliabili anziche’ con il sonno, con i momenti di veglia. Eppure il suo sogno, probabilmente ad occhi aperti, spazia tra le finestre illuminate sparse nell’ oscurita’ che creano in questo momento d’ ombra una luce dissipatrice che dirada le incertezze ed illumina l’ intero mondo rendendolo piu’ vicino all’ autore.
La certezza della vita e’ cosi’ dovuta alle stelle, immani e presenti nel cielo che li’ corrono animando pensieri d’ amore.
In questi versi la punteggiatura e’ scarsa e si ha l’ impressione che sia utilizzata forzatamente, per esigenze di espressione. L’ importanza del testo e’ delegata alle sole parole a agli aggettivi che vi sono affiancati; cosi’ la voce del mare nel silenzio notturno diviene chiara e il libro nominato e’ amato, preso da un’ emozione che pervade l’ intera natura e l’ agire umano.
Quindi qui vi e’ descritta la notte quasi fosse un nido dove riposano gli elementi propri della natura stessa e della civilta’. Le parole non spariscono dal libro per essere perse, ma per divenire come stelle in corsa e dare un senso alla vita.

IMG_2746Valentina D’ Agosta 2015


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Una risposta a “Tutte le poesie” di Sandro Penna

  1. recensioni53 ha detto:

    Un mare tutto fresco di colore.

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