Concorso “La Nascita” 2017

concorso LA NASCITA

Finalisti del Concorso “La nascita 2017”

bandito in data 5 dicembre 2017 scadenza  17 dicembre 2017

La giuria composta da Giusi Contrafatto, Gaetano Interlandi, Rita Russo esaminati 49 elaborati ricevuti dopo attento e approfondito esame delle opere partecipanti ha stilato le classifiche  dei primi cinque classificati

1 classificato la nascita

La nascita dell’umanità
“Aio che male Signore!” Adamo disse
e se toccava er costato appena operato
aspettanno ch’er Principale finisse
quarsiasi cosa se fosse immaginato.
Poi de botto Iddio l’opera sua scoprette
e da sotto quer velo comparse ‘na creatura
Adamo se cioccò quelle forme perfette
chiedennoje: A Signo’ ‘ndo sta la fregatura?
Er Massimo Fattore che mai sorideva
se li spizzò severo dall’arto del celo
“Ve do ‘sto paradiso, ve do tutta la tera
ma nun magnateve er frutto der melo!
E rimasero da soli in quer Paradiso,
liberi de fa tutto, meno coje quer frutto
li giorni erano lenti er sole ‘n soriso
pieni de buon cibo e senza arcun lutto.
Ma come ce spiega dell’opposto la teoria
nun poi’ capì la malizia senza l’innocenza,
l’odio senza amore, vita senza la moria
la libbertà senza la disubbidienza.
E Adamo se cioccava le forme de Eva
e pensava ar divieto der Dio suo Signore
e più ce pensava più nu nun je piaceva
quanno la guardava, je batteva forte er core.
Fu Eva che già s‘era emancipata a dire
“Adà, ma se cojemo quer frutto?”
Adamo nun se lo fece ridire
je prese la mano “Annamo, famo er debutto!”
E fu ‘na botta de vita un mare d’emozione
e quanno ch’ebbero finito, sdraiati,
se guardarono ignudi co’ commozione
fosse quer che fosse: nun s’erano sbajati!
E Iddio se manifesto’ e je fece la manfrina:
avevan disubbidito, mo avrebbero pagato
e fu così che avenno sporcato la fedina…
er travajo umano avevan cominciato.
E ner mentre che Cristo er pistolotto je faceva
lei lo guardava nell’occhi senza pentimento
e Adamo manco l’ascortava…pensava a Eva,
a quer frutto consumato e a quer godimento.
Che l’ubbienza è robba der somaro,
e quei due scersero libbertà e dolore,
e così s’aritrovamo in questo monno baro
e ce sta bene così: alla faccia der Signore.
Lorenzo Farfarelli

2 classif la nascita

RINASCITA
Scende pigra l’ombra sopra le colline,
eppure cresce ancora la forza
che alimenta il coraggio, si espande
e rischiara l’inerzia della sera.
L’animo si allevia: getta via scorie ed errori;
senza lacrime s’apre al fiorire,
si dispiega come albero dal fitto fogliame.
Vive, danza nell’aria e già gusta
il bello dell’alba che verrà,
aperta agli orizzonti del mondo.
Pacato e mite il risveglio
dopo le tante oscurità.
Ritmo il suo volo come rondini
al fluire di dolci tepori, simile al vento
che dispiega le vele.
Disegna il sorriso dell’amore riamato.
Non conta il passato, hanno un senso
i sentieri da scoprire.
E’ visione interiore la rinascita
verso spazi certi di comunione.
Si fa intima col dono profondo della vita
che libera l’umano respiro dal vuoto.
E il Natale ha miraggi di stelle.
Ogni giorno lascia un’orma di sè
per chi ha voglia di cambiare
e scoprire nitidi vissuti
nel profondo di se stessi.
Sarà così più facile accogliere
il carico del vivere.
Federico Guastella

3 classif la nasccita

VERSO LA RISURREZIONE
Ogni sconfitta deposita  le spore
-tossici rimasugli sotto le unghie,
granelli di fango nella memoria
contagiata dal morbo dell’amarezza.
Sono pezzi di puzzle da comporre
questi giorni acerbi dell’avvenire
che illudono la mente come vetrine
allestite per un giorno di banale festa.
Ma io…sollevo le palpebre
Come un nascituro fuori dal sicuro grembo,
al brusco risveglio raccolgo speranze
sparse nell’aria come schegge di vetro.
La vita è un moto perpetuo
in continuo mutamento,
dopo la caduta si rialza la fenice,
la morte genera la rinascita.
Non riuscite a sopprimere le gemme
procreate dalle ceneri dei nostri tempi
che pesano sulle spalle  come zaini
riempiti con sacchi di puro cemento.
Volerà il mio libero pensiero
verso l’orizzonte della risurrezione.
Izabella Teresa Kostka 

4 classif la nascita

Mare minaccioso, o calmo, mare amico…
Mare minaccioso, o calmo, mare amico
oso guardarti come fossi luce che abbaglia
prossima nell’ora dell’addio.
Qui non c’è bisogno di speranza
davanti a te svanisce il tempo,
e torno ad essere fanciulla col secchiello
che domina l’estate.
Ho i miei rimorsi muti, i miei rimpianti
lontano da qui, dalle tue sabbie
– tu mi guarisci.
Adesso che tra i piedi la schiuma si dissolve
la carne si fa acqua, da goccia a goccia
s’unisce, si disperde nel placido tuo azzurro.
E sembra andata la storia bella
confusa di ricordi, un lento evaporare
d’esistenza al calore del giorno.
Acquea natura la nostra, torna al cielo
poi ricade, precipita tra le tue onde,
tra i bagnanti rumorosi, spumeggia tra i vivi
ancora un poco. E’ il gioco del ritorno.
Sale, scende, la vita non ha che scale,
so’ che mi fermerò quel giorno guardando indietro
sull’ultimo gradino. Se rinascessi…
Mimma Raspanti

5 classif la nascita

LA NOTTE DI BETLEMME
Nella notte di Betlemme
sotto un cielo di gemme
di paglia il suo lettino
Dio si fece bambino.
Cadeva a fiocchi, lieve
scendeva giù la neve
l’infante emise il primo pianto
degli angeli s’udì il canto.
La Madre lo confortava
avea cuore immacolato
del bue e l’asinello lo scaldava
l’amorevole fiato.
E dopo quel vagito
diede uno sguardo incuriosito
di dolcezza, una divina carezza
al mondo cui recava la tenerezza.
Era il Creatore, il Redentore
fragile si mostrò all’umile pastore,
indifesa creatura colma d’amore
d’ogni uomo è lui il Salvatore.
Francesco Camagna

5a classificata la nascita

NASCITA DEL NOME
Primitivamente nuda,
selvaggia nella voglia di sentire,
animale di sguardo vergine,
uccello di mille becchi
con tutte le storie del volo
da imparare.
Da un nido, canti selvatici,
slancio di ciglia
a volo di farfalle.
Dentro la polvere di luce
si provano le ali
e l’urlo affogato nel vento
è solo l’eco del lamento
che accompagna la morte
e annuncia la nascita.
Ad ogni giro d’occhi
la stagione tacita
scioglie i nodi,
passando i fili.
Passaggi sottili
attraverso gli spiragli
intrecciano la trama.
E una voce materna
la creatura richiama
con il nuovo nome
che esce dal verso
per salutare la vita
in un momento d’amore
che inganna il tempo.
Yuleisy Cruz Lezcano

 

 

20160725_152258

Edit Ass. CaLeCo

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