Vincitori Premio “La Nascita” 2018


II EDIZIONE Ass.CaLeCo


COME ARABA FENICE
Ed ancora rinasco
con il profumo dei sogni
nell’infinito di un volo…
Tramonti all’unisono in graffiti d’amore
dove tutto è musica!
E rinasco ancora, come Araba Fenice
tra le note di filastrocche intatte del mio passato…
Goccia a goccia , sui fili d’erba
in trasparenze d’ ombre
rinasco ancora come musica gitana
negli orizzonti che profumano di rugiada l’aurora,
e dischiudono le ali ad un nuovo giorno…
come ventagli d’oriente
specchiati nel cielo limpido di un risveglio,
come ritornelli d’amore
che  accarezzano l’infinito
nel sorriso limpido della speranza .
Vincenza De Ruvo
Torino


NER PRESEPE TANTE VERITA’
 
Ner mentre che l’arancia se ne scenne,
come un sordino drento ar dindarolo,
Giuseppe, barcollanno, casca e penne
da l’impressione de ‘no stracciarolo.

Mariuccia assistemata su la groppa
cavarca de sghimbescio er somarello.
La fame è tanta, ma che dico? Troppa!
Nun c’è più gnente drento ar fagottello!

Giuseppe avanza guasi ciondoloni,
tira la corda senza mai girasse,
nisconne a Maria li lucciconi
che scenneno riganno le ganasse.

Er celo è un mantello de velluto
che avvorge le montagne ne la notte
e pja la forma de un grosso imbuto
che sta a travasà stelle mezze rotte!

Locande chiuse, farzi i locandieri,
che j’hanno detto picche a ‘sta famija.
La testa frulla, elabbora penzieri…
ner gelo d’una apatica viggija!

‘Na stalla, finarmente, a l’orizzonte
po’ esse un gicijo improvvisato!
Lo zoccolo der ciuccio sopra ar ponte
rimbomba sur serciato smollicato!!

Ner mentre che ‘na luce repentina
squarcia la stalla in due, da sopra a sotto…
se sente er pianto de ‘na craturina
che sorte in faccia ar monno a bocca sotto!!

Assistemato ne la magnatora,
ancora tutto zozzo de placenta,
pare che er pupo già nun vede l’ora
de cambià ‘sta socetà sanguinolenta!
 
Sabrina Balbinetti
Roma


IO NON CI VOLEVO VENIRE
 
io non ci volevo venire
in questo vortice di follia pianificata
non stavo male là
fluttuavo, libera da impegni
forze di gravità
responsabilità
un mondo rosa liquido
luci suoni ovattati
un qualcosa arrivava
un amore, abbastanza
bisogni: diretti in vena
qualcosa decise che non poteva durare
il paradiso dei piccoli, inoffensivi
umani, ancora poco umani
poco abbastanza da non poter durare
ineluttabilmente in divenire
armati di caos, verso Entropia
io non ci volevo venire…
 
Sara La Pira
Siracusa

IL FUOCO MAI SPENTO
 
Il fuoco mai spento
della mia gioventù
ormai è solo una fiamma
che brucia il tempo,
complice il vento
negli occhi la cenere
dei miei giorni consumati.
Cammino verso l’ultimo orizzonte,
in tasca la fotografia
dell’ultima volta che sono nato.
 
Silvano Cappelletti
Valenza  (Al)

NASCE
 
Nasce incessante
il riflesso della tua presenza
dentro i miei occhi,
un turbinio di attimi
che si tingono immutabili
di nuove parvenze.
 
Maria Pellino
Trezzo sull’Adda (Mi)

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